CONOSCI I NOSTRI INSEGNANTI: GIUSI PROSPERINO

CONOSCI I NOSTRI INSEGNANTI: GIUSI PROSPERINO

Giusi incontra lo yoga all’età di 11 anni, grazie ad un inserto in una rivista. Molto affascinata dallʼargomento, si divertiva a giocare ripetendo le asana che vedeva rappresentate. Di lì si è sempre ripetuta che un giorno avrebbe provato a praticare yoga fino a quando, dopo essersi trasferita a Firenze, una notte si è svegliata e si è detta: “domani mi iscrivo ad un corso di yoga”. E così è stato. Dal giorno seguente ha iniziato la sua pratica e non si è più fermata.

Giusi, come sei arrivata a conoscere lo Yoga?

Ho incontrato lo yoga per la prima volta quando ero bambina, grazie ad un inserto in una rivista di mia madre. Mi divertivo a ripetere le asana che erano rappresentate in quelle pagine e mi affascinava sapere che in giro ci fosse gente che passava del tempo ad assumere posizioni così strane!

Qual è il tuo approccio allo Yoga?

Il mio è un approccio morbido ma allo stesso tempo disciplinato. Nella pratica cerco di abituare il mio corpo gradualmente alle asana, lasciando che il respiro ammorbidisca il mio corpo quando è necessario, in modo da permettere all’energia della pratica di diffondersi uniformemente in tutto il corpo e nella mente. Grazie allo studio di Anukalana sto imparando ad integrare i movimenti morbidi del Qi-Gong e del Tai Chi a quelli tradizionali delle asana e del vinyasa, e cercare di rendere la pratica una vera e propria meditazione in movimento.

Cosa credi sia fondamentale nella pratica dello Yoga?

Credo che la costanza sia uno dei requisiti fondamentali. Praticare sempre, anche per pochi minuti al giorno, può portarci a sentire profondamente i benefici di questa meravigliosa disciplina. Ma anche non prendersi troppo sul serio e lasciarsi andare non dovrebbero essere sottovalutati!!

Qual è la tua asana – o pratica – preferita (se ne hai una)?

La mia asana preferita probabilmente è Camatkarasana, o Wild Thing pose, o Posizione Selvaggia. Adoro tutte le posizione di apertura del cuore e tutti i piegamenti indietro in generale, in quanto adoro la sensazione di sentirmi completamente aperta verso l’Universo ma con i piedi ancora ben ancorati alla Terra. Anche Diirghapranam mi piace molto, anche se è un po’ il contrario della posizione selvaggia. Di questa mi piace molto la sensazione di devozione e abbandono che riesce a diffondere nel cuore.

Cosa cerchi in uno studio di Yoga?

Cortesia, cordialità e calore! Vorrei un posto in cui i sorrisi non manchino mai, dove puoi sentirti a casa sempre e dove al di là della pratica ognuno può essere libero di essere se ciò che vuole.

Che cosa consigli a colui o colei che approcci alla pratica Yoga per la prima volta?

Di mettere i piedi sul tappetino, chiudere gli occhi, sorridere e lasciar andare via ogni aspettativa!

Perché aspettarsi qualcosa da una pratica che può essere sempre diversa e può offrirci qualcosa di diverso ogni volta che la pratichiamo? Sorridere, divertirsi e lasciarsi andare sono le cose che secondo me tutti dovrebbero cercare di fare sul tappetino, dal principiante al praticante avanzato.

 

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