CONOSCI I NOSTRI INSEGNANTI: KARMELINA SAVOIA

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Karmelina si è avvicinata allo yoga nel 2009 a firenze, dove ha praticato gli stili di yoga più diffusi: hatha yoga, kundalini yoga e ashtanga yoga. L’entusiasmo e il desiderio di conoscenza la portano ad approfondire autonomamente il metodo dell’ashtanga yoga, attraverso la pratica quotidiana delle asana (posizioni), lo studio dei testi di yoga tradizionali e delle filosofie orientali e la recitazione dei mantra.

Karmelina, come sei arrivata a conoscere lo Yoga?

Il desiderio di comprendere il senso della vita e della propria esistenza mi spinsero a ricercare lo yoga e la spiritualità in generale. Cominciai dapprima con la lettura di libri della saggezza orientale  come la Bhagavad-Gita , il Dhammapada, diversi libri di Osho e di Gurdjeff , il Tao Te Ching etc. Poi a 21 anni di età, in un momento di solitudine e di smarrimento,  mi recai nel primo centro di discipline orientali che trovai e provai tutte le classi di yoga. Ricordo che il mio primo pensiero al termine della lezione fu un’esclamazione : “wow!”  e per i primi sei mesi seguii avidamente  tutte le lezioni principalmente di hatha, kundalini e ashtanga yoga. Fu così che, con stupore e meraviglia,  venni a contatto col mondo allora per me del tutto nuovo, delle asana ,del respiro consapevole, dei mantra tradizionali e della meditazione.

Qual è il tuo approccio allo Yoga?

Il mio approccio allo yoga è di tipo tradizionale. Pratico e insegno il metodo dell’ashtanga vinyasa yoga.  La mia pratica inizia e termina sempre con la recitazione dei mantra e nel mezzo c’è la sequenza di posizioni o asana. Alla disciplina e al rigore fisico si affiancano la concentrazione della mente sul respiro e l’attenzione rivolta verso l’interno e lo studio e l’applicazione pratica dei testi sacri come gli yoga sutra di Patanjali.

Cosa credi sia fondamentale nella pratica dello Yoga?

Nella pratica delle posizioni, così come in qualsiasi altra attività, credo che sia fondamentale avere un Giusto Atteggiamento Mentale (di positività ) sostenuto da un Giusto o Corretto Sforzo. Lo sforzo da solo non basta. Per rimanere sul sentiero yogico senza deviare e progredire rapidamente occorrono anche una buona dose di entusiasmo e l’ardente desiderio di realizzare ciò di cui si parla nei testi sacri. Occorre  ricordare che lo yoga è sia una disciplina fisica che una pratica spirituale, di concentrazione, di introspezione e di purificazione dei contenuti mentali.

Qual è la tua asana – o pratica – preferita (se ne hai una)?

Adoro la sequenza dei saluti al sole, in sanscrito surya namaskara, e in generale tutte le posizioni base come ad esempio il cane a testa in giù,  adho mukha svanasana, o le posizioni del triangolo,  trikonasana, perché sono posizioni  apparentemente semplici,  che mantenute con presenza e ascolto del respiro ci danno un idea e un assaggio della magia delle yogasana sia sul fisico che sul mentale. La mia preferita è però la verticale, in sanscrito adho mukha vrkshasana, e ogni sorta di  posizione in equilibrio sulle mani (o avambracci) come ad esempio lo scorpione, vrschikasana, e il pavone, pincha mayurasana.

Cosa cerchi in uno studio di Yoga?

Cerco professionalità, gentilezza e competenza. Un luogo pulito, di condivisione e di crescita.

Che cosa consigli a colui o colei che approcci alla pratica Yoga per la prima volta?

Di cominciare e praticare e lasciare che la magia dello yoga faccia il resto.

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