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L’incontro con lo yoga è avvenuto per caso in seguito ad un infortunio al ginocchio quando vivevo negli Stati Uniti. All’inizio si trattava di una terapia di guarigione ma in seguito con una pratica costante a cambiare è stato il mio approccio alla vita in generale, soprattutto fuori dai limiti ristretti del mio sudato tappetino. Ho praticato vinyasa per diversi anni e recentemente dopo aver conseguito il mio certificato (RYT200) come insegnante a Goa, in India dedico maggiore studio nella mia pratica regolare all’Ashtanga (stile Mysore).

Cosa mi ispira è la consapevolezza che si raggiunge attraverso una pratica regolare non solo del proprio corpo ma anche e soprattutto della nostra sfera interiore e più intima; lo yoga dovrebbe esser dunque un modo di vivere da sperimentare e condividere  il più possibile.